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Progetto “Un’altra economia” Classe 5 A RIM a.s. 2018/19


Nell’ambito dell’educazione ambientale e sociale la classe 5 A RIM, è in questo anno scolastico, protagonista di un progetto dal titolo “Un’altra economia”, un progetto pluridisciplinare realizzato con metodologie didattiche basate su di una logica COSTRUTTIVISTICA, per lo sviluppo di ideologie, personalità,… e non solo acquisizioni di nozioni che con il tempo si dimenticano.

Il progetto che si articolerà in varie fasi di durata annuale, in questa primo step ha visto gli studenti impegnati, in collaborazione con il CAI di Salò e di Gavardo nella raccolta di frutti della terra, che in questa stagione sono rappresentate dalle castagne, per ritrovare l’origine della propria fonte primaria di sopravvivenza: la natura, quale produttrice di cibo offerto senza alcuna necessità di intervento dell’uomo. Uomo quale “raccoglitore” prima di divenire coltivatore, un’attività per ritrovare i legami biologici tra gli esseri umani e la natura ma soprattutto per consapevolizzare gli alunni nella difesa e conservazione del patrimonio naturale, sempre più urgente, per la nostra sopravvivenza. I frutti raccolti sono stati poi ceduti attraverso una “bancarella di beneficenza” che ha permesso agli studenti di raccogliere fondi da donare ad associazioni di volontariato attive in diverse problematiche sociali. Gli studenti hanno potuto così sperimentare l’economia del “dono” abbinando azioni di consapevolezza, della necessaria tutela ambientale, a quelle di solidarietà.

Il presente progetto utilizza nuove metodologie didattiche, abbandona quello che per molti anni si è verificato nella scuola e cioè un apprendimento di riproduzione meccanica di ciò che viene trasferito. Un apprendimento che due psicoanalisti come D. Meltzer e M. Harris definirebbero “per sottomissione ad un persecutore”, un apprendimento finto, “come se”, o meglio, “come tu mi vuoi”. Il progetto “Un’altra economia” utilizza metodologie orientate al “vero” apprendimento ove si fa riferimento all’esperienza in senso bioniano, cioè accompagna l’introiezione di un significato a quella di un’esperienza interna di risonanza emotiva, di elaborazione e di autentica ristrutturazione del campo di conoscenza in senso creativo. Un apprendimento che si basa su di una didattica ove lo studente è attivo costruttore della conoscenza, la quale avviene in un contesto sociale interattivo, che offre strumenti adeguati e costituisce un orizzonte che da senso ai processi mentali in atto, permettendo al soggetto di interiorizzarli in modo significativo e duraturo. Il docente deve mettere l’alunno in condizione di costruirsi il proprio sapere. Il ruolo del formatore è più quello del mentore e del tutor, che quello del tipico docente, impegnati a introdurre ed accompagnare, sostenere i soggetti in apprendimento lungo percorsi in cui anche il formatore impara con gli allievi e i cui esiti sono solo in parte prevedibili in termini operativi, sebbene siano intenzionalmente espliciti e perseguiti in termini orientativi, soprattutto nei contenuti culturali.

La lezione è posta a valle di un processo e che trova in esso le basi per la sua comprensione.

La rielaborazione personale è possibile attraverso vari strumenti, quello scelto nel progetto è la scrittura , che diventa un momento di re-interpretazione e di ri-organizzazione delle conoscenze all’interno di un procedimento dove lo scrivere, perseguito attraverso il ragionamento collaborativo diviene strumento di esplorazione e di scoperta

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